Colon irritabile e gonfiore: come impostare la dieta senza eliminare tutto
Il colon irritabile può manifestarsi con gonfiore, dolore addominale, diarrea, stipsi o alternanza dell’alvo. Una delle difficoltà più comuni è arrivare a mangiare sempre meno alimenti nel tentativo di controllare i sintomi.
Il primo passo è distinguere il colon irritabile da condizioni che richiedono un approfondimento medico. In presenza di segnali d’allarme, diagnosi non definita o sintomi nuovi, la valutazione gastroenterologica resta fondamentale.
Dal punto di vista nutrizionale può essere utile lavorare su quantità, distribuzione dei pasti, fibre, grassi, lattosio e alimenti fermentabili. Una dieta low-FODMAP, quando indicata, dovrebbe essere temporanea e seguita da una fase di reintroduzione.
L’obiettivo non è mantenere per sempre un elenco di alimenti proibiti, ma identificare la soglia di tolleranza individuale e ampliare la varietà alimentare compatibilmente con i sintomi.
Anche stress, sonno, attività fisica e velocità con cui si mangia possono influenzare la percezione del gonfiore e la regolarità intestinale. Il piano va quindi inserito nel contesto reale della persona.
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