Fibromialgia e alimentazione: come evitare diete inutilmente restrittive
La fibromialgia è una condizione complessa caratterizzata da dolore diffuso e altri sintomi che possono includere stanchezza, disturbi del sonno e difficoltà cognitive. Non esiste una dieta universalmente riconosciuta come cura della fibromialgia.
Il percorso nutrizionale può però essere utile per migliorare la qualità complessiva dell’alimentazione, gestire il peso quando necessario e ridurre il ricorso a diete molto restrittive che spesso aumentano la difficoltà quotidiana.
Molte persone arrivano alla visita dopo aver eliminato glutine, lattosio, legumi, frutta o altri gruppi alimentari senza una vera diagnosi di intolleranza. La priorità è distinguere ciò che è necessario da ciò che è diventato una restrizione non supportata.
Quando sono presenti IBS, gonfiore o disturbi gastrointestinali, si può lavorare in modo selettivo sui cibi più problematici, mantenendo però la maggiore varietà possibile e prevedendo reintroduzioni.
Anche un adeguato apporto proteico, una buona distribuzione dei pasti e il mantenimento della massa muscolare possono essere aspetti utili nel percorso generale, insieme alle indicazioni del medico e all’attività fisica compatibile con la situazione individuale.
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